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Salari e stop al dumping, la UE lancia la svolta sociale

Dopo anni di attesa sta per arrivare l'Europa sociale, con misure su salari, contrattazione collettiva, congedo parentale, orario di lavoro e accesso universale al welfare a tutela dei lavoratori sempre più impoveriti da crisi e globalizzazione senza regole. È il maxi-pacchetto della 'Tripla A sociale' che la Commissione Ue ha presentato, con cui Bruxelles intende da una parte porre fine al dumping tra i Paesi dell'Est e dell'Ovest e dall'altra garantire quei diritti che si stanno sempre più erodendo, anche alle nuove forme di lavoro atipico sviluppatesi con l'economia digitale e verde.

"Quanto ci è stato presentato è abbastanza promettente, ora aspettiamo di vedere i contenuti dei documenti", spiega all'agenzia italiana Ansa il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati (Etuc) Luca Visentini, nell'illustrare gli elementi chiave che Bruxelles ha definito dopo un anno e mezzo di consultazioni con le parti sociali. Il documento principale sui 17 in arrivo, spiega il sindacalista, sarà la raccomandazione che conterrà "una ventina di principi con relative proposte di attuazione" pratica - iniziative legislative o implementazione di strumenti già esistenti, raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo -, dal dialogo sociale ai salari, dalla contrattazione collettiva al reddito minimo, dai sistemi pensionistici a salute e sicurezza sul lavoro. Per la sua adozione, la Commissione ha messo a punto un "meccanismo intergovernativo", ritenuto "efficace" dal responsabile dell'Etuc, in modo da consentire agli stati membri sia dentro che fuori l'eurozona di unirsi. Bisognerà valutare, avverte però Visentini, quale sarà il "contenuto" esatto di questi principi e se ci saranno parametri numerici, in particolare per definire un "processo virtuoso di convergenza" tra i salari dell'Est e quelli dell'Ovest europeo. La Commissione presenterà poi quattro iniziative specifiche. Una sull'equilibrio vita privata-lavoro con la revisione della direttiva sul congedo parentale in quanto Bruxelles, nonostante "uno scontro abbastanza forte con gli imprenditori" riferisce Visentini, ha "l'intenzione di fare passi avanti significativi" perché lo ritiene un "provvedimento indispensabile per aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro". Altre due misure riguardano l'estensione degli standard minimi dei diritti sociali, pensione inclusa, a quei lavoratori atipici o autonomi emersi con le nuove forme di lavoro. Si tratta della revisione della direttiva esistente sulla forma scritta del contratto di lavoro e della proposta di una nuova sull'accesso universale al sistema di protezione sociale. Queste sono per i sindacati "iniziative lodevoli", su cui Bruxelles proporrà linee guida sottoposte a consultazione pubblica. Ulteriore provvedimento, uno "strumento interpretativo" per la direttiva sull'orario di lavoro per "rendere più comprensibili e applicabili le varie sentenze della Corte di giustizia" in merito, un punto però "ancora controverso" per il leader sindacale Ue in quanto c'è il "rischio di interpretare in modo sbagliato".

Infine, arriverà anche il 'Reflection Paper' sulla dimensione sociale, un documento di riflessione già preannunciato con il 'White paper' sul futuro dell'Ue, che intende aprire una discussione che si dovrà concludere a novembre al summit sociale a Goteborg. Il pacchetto Ue sul pilastro sociale è un "segnale importante" in quanto non solo "riafferma" diritti e principi messi in dubbio dalla crisi ma ne "introduce di nuovi", in particolare il congedo parentale per aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l'accesso alla protezione sociale e ai diritti per i lavoratori atipici. E' l'analisi del segretario generale della Confederazione europea dei sindacati Luca Visentini. "Era ora che arrivasse un social pillar, i lavoratori europei hanno subito le conseguenze della crisi" ma "fino a oggi non si vedeva nessuna compensazione sul tappeto", anche se "è presto per dire quanto potrà influire sulla vita reale dei lavoratori", spiega Visentini. Bruxelles infatti "lancia iniziative che devono essere attuate" ma "almeno alcuni segnali positivi ci sono". (ats/ansa)

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