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CH-UE: la via bilaterale rimane una priorità

La via bilaterale con l'Unione europea va mantenuta per ragioni politiche, economiche e sociali. È quanto ritiene il Consiglio federale che ha fissato le sue priorità nelle relazioni con l'Ue.

In una conferenza stampa, il ministro degli esteri Didier Burkhalter ha definito gli accordi bilaterali la "colonna vertebrale" delle relazioni tra Svizzera e UE. Il governo vuole quindi dare a queste intese una grande stabilità e sicurezza sul lungo termine.

"La via bilaterale deve però potersi sviluppare e adattare alle realtà del giorno d'oggi". Sovente sono infatti necessari adeguamenti tecnici. Il problema è che spesso questi aggiornamenti vengono politicizzati e i dossier si bloccano, ha spiegato Burkhalter.

Riguardo agli accordi di accesso al mercato, per mantenere e sviluppare la via bilaterale è necessario un chiarimento delle norme istituzionali di funzionamento. "Il Consiglio federale è cosciente che c'è una necessità di chiarire il contratto che esiste tra Svizzera e Unione europea". È una condizione per assicurare gli accordi sul lungo termine, ha precisato.

Il Consiglio federale ha quindi fatto il punto oggi sui negoziati istituzionali, condotti in base al mandato approvato nel dicembre 2013. "Questo prevede la ripresa non automatica del diritto europeo", ha ricordato Burkhalter.

Il governo non intende quindi cambiare rotta nei negoziati con l'Unione. Bruxelles vorrebbe un accordo istituzionale per dare un quadro giuridico ai bilaterali e assicurarsi che la Confederazione riprenda in modo più sistematico il diritto europeo. Per Burkhalter, tuttavia, "il governo non si è posto la questione dell'opportunità di modificare il mandato negoziale".

La futura intesa dovrà prevede pure un meccanismo per regolare i conflitti tra Confederazione e Ue. Il dibattito è però ancora aperto sull'interpretazione del diritto europeo e sul ruolo della Corte europea di giustizia, nonché sulla procedura da adottare in caso di dispute sul piano giuridico.

Burkhalter ha poi assicurato che il dialogo con Bruxelles, sospeso dopo l'accettazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", è ripreso su tutti i dossier. Il governo conta di ottenere dei risultati nei prossimi mesi.

Il governo ha anche discusso della questione di un nuovo contributo di coesione ai Paesi dell'Ue economicamente e socialmente più deboli. Contrariamente al passato, questo dovrà concentrarsi sulla formazione professionale e sulla migrazione. La questione sarà "esaminata, a tempo debito, alla luce di una valutazione di tutti i dossier europei".

Il Consiglio federale ha anche annunciato che all'inizio del prossimo anno si svolgerà una valutazione generale dello sviluppo dei dossier europei. Ad occuparsene sarà il successore di Didier Burkhalter: il ministro degli esteri lascerà infatti il Consiglio federale alla fine di ottobre. (ats)

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