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L'assicurazione per la vecchiaia compie 70 anni

Settant'anni anni fa, il 6 luglio 1947, il popolo svizzero decideva a netta maggioranza (80% di sì) di dotarsi di un'assicurazione per la vecchiaia, l'AVS, dopo quindici anni di tentativi andati a vuoto. Da allora, la principale assicurazione sociale elvetica ha subito diverse riforme: sulla prossima si andrà a votare il 24 di settembre.

Che l'esigenza di un'assicurazione per la vecchiaia fosse sentita lo dimostra la partecipazione al voto di allora: 79,7%.

Con quella storica decisione veniva finalmente promulgata una legge che realizzava un desiderio manifestatosi già nel tardo '800, quale soluzione parziale ai rivolgimenti sociali causati dalla rivoluzione industriale.

L'istituzione di una simile assicurazione figurava anche tra le principali rivendicazioni dello sciopero generale del 1918 quale rimedio ai numerosi problemi emersi nel corso della Prima guerra mondiale, cui la Svizzera si era presentata impreparata (aumento dei prezzi dei generi alimentari, difficoltà finanziarie di molte famiglie causate dal servizio attivo, ecc.)

Quale conseguenza di questa situazione, nel 1925 popolo e Cantoni accolsero il principio, iscritto nella Costituzione federale, che concedeva alla Confederazione la competenza di introdurre un'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti da finanziarsi mediante parte delle tasse sugli alcolici e i tabacchi.

La prima legge di applicazione, presentata dall'allora consigliere federale Edmund Schulthess, fu tuttavia bocciata alle urne nel 1931. Il motivo va ricercato nel sistema di finanziamento inviso ai più e nel timore di un'eccessiva burocratizzazione. Questo "no" fece calare una cappa di silenzio sulla riforma.

Ci volle un'altra guerra per ridare slancio al dossier. Nel 1940 venne istituita per gli uomini sotto le armi l'assicurazione per perdita di guadagno, antesignana dell'AVS, sulla scorta delle esperienza negative vissute durante la Grande guerra.

Nel 1944, il Consigliere federale Walther Stampfli annunciò durante il discorso per il nuovo anno la rapida creazione di un'assicurazione per la vecchiaia. Il sistema di finanziamento, ricalcato su quello dell'assicurazione per perdita di guadagno, prevedeva il prelievo di contributi dal salario dei lavoratori.

A fine 1946, il Parlamento diede il proprio benestare alla nuova legge, contro la quale però le cerchie economiche, i federalisti romandi e parte degli ambienti cattolico-conservatori promossero il referendum, questa volta subendo una cocente disfatta. Come indicato, la legge raccolse l'80% di adesioni. Unico cantone contrario: Obvaldo.

Che l'AVS godesse del sostegno quasi unanime nel popolo lo dimostrano anche le reazioni della stampa il giorno dopo il voto: il foglio socialdemocratico "Berner Tagwacht" parlò di "vittoria trionfale" e la "Neue Zürcher Zeitung" di "una giornata positiva per la democrazia". La legge entrò in vigore all'inizio del 1948. Le prime rendite oscillavano tra 40 e 70 franchi al mese.

In settant'anni di esistenza, l'AVS è stata sottoposta a dieci revisioni. Le basi concettuali sono tuttavia rimaste inalterate nel corso di tutti questi anni: quale assicurazione obbligatoria, l'AVS abbraccia l'intera popolazione, che si vede trasformata in una comunità solidale. L'AVS deve garantire il minimo vitale, completato dalla previdenza professionale.

Il principio di solidarietà prevede che la generazione attiva finanzi le rendite di chi va in pensione. Negli anni di alta congiuntura e del baby-boom l'AVS ha generato talvolta importanti eccedenze.

Con la recessione economica degli anni '70, la diminuzione delle nascite e l'aumento dei pensionati sono apparse le prime crepe nel sistema, non più così solido finanziariamente. Dal 2000, al centro delle riforme, figurano le misure di risparmio, misure che hanno suscitato anche aspri dibattiti politici.

Nel 2004, l'undicesima revisione dell'AVS è stata respinta alle urne. Un altro tentativo di riforma è naufragato in Parlamento nel 2010. Il prossimo appuntamento con le urne è fissato per il 24 di settembre quando il popolo sarà chiamato ad esprimersi sulla riforma "Previdenza 2020" elaborata dal consigliere federale Alain Berset.

Gli elementi più importanti del progetto, che tocca sia il primo che il secondo pilastro (previdenza professionale), sono l'aumento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni, l'abbassamento del tasso di conversione per gli averi del secondo pilastro dal 6,8% al 6%, e l'aumento delle rendite di 70 franchi.

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