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Casa propria? Rimane solo un sogno

Il sogno della casa propria rimane irrealizzabile per nove svizzeri su dieci: il prezzo delle abitazioni in proprietà è salito negli ultimi anni in modo talmente forte che anche chi guadagna bene non riesce a comprarle. Lo rivela un'analisi della società di consulenza immobiliare Iazi, che mette anche in luce come la progressione dei prezzi interessi non solo i grandi centri.

In Svizzera circa il 40% della popolazione possiede la propria abitazione, una quota bassa a livello internazionale. E che non è destinata ad aumentare presto: alla luce dello sviluppo dei prezzi oggi per il 93% delle economie domestiche un alloggio in proprietà non è acquistabile, afferma Donato Scognamiglio - professore all'Università di Berna e CEO di Iazi - stando al materiale diffuso in concomitanza con un congresso che l'azienda ha organizzato a Berna.

Persino per chi guadagna bene o dispone di un doppio reddito le classiche quattro mura proprie sono un miraggio: se nell'anno 2000 una famiglia di Zurigo con un reddito annuo di 120'000 franchi e un capitale proprio di 150'000 franchi poteva permettersi di comprare un appartamento di 109 metri quadrati, nel 2016 con gli stessi soldi poteva sperare solo in 58 metri quadrati. L'evoluzione è stata analoga anche nel canton Zugo e nella Svizzera centrale, che ha beneficiato (o risentito, a seconda dei punti di vista), del boom immobiliare di Zurigo.

Anche a Berna, dove i prezzi sono aumentati meno fortemente, la situazione ha avuto uno sviluppo simile: la famiglia in questione a inizio millennio poteva contare su 124 metri quadrati, oggi sono solo 91. A Lugano il crollo è addirittura di 64 metri quadrati: si è passati da 150 a 86. E persino a Coira si arriva solo a 100 metri quadrati, 40 in meno che nel 2000.

L'analisi di Iazi mette inoltre in luce come l'incremento del costo delle case d'abitazione interessi sempre più regioni fino a qualche tempo fa ritenute discoste. Se si prendono infatti in considerazione gli ultimi dieci anni, la classifica è guidata dalle grandi città di Zurigo (aumento del 73% rispetto al 2007), Losanna (+64%) e Ginevra (+59%), con Lugano che segna un +47%. Ma se si limita l'orizzonte temporale a cinque anni oltre a Basilea (+24%) e Zurigo (+20%), spiccano realtà più discoste quali Lucerna (+21%), Sion (+16%), San Gallo (+15%), Lugano (+15%) e Coira (+15%).

"Se vuoi sottoscrivere un'ipoteca di un milione devi avere un reddito di quasi 180'000 franchi: e chi ce l'ha?", si chiede Scognamiglio in dichiarazioni riportate da Awp. Secondo l'esperto occorrerebbe rivedere le restrittive regole di concessione dei prestiti da parte delle banche.

"Già oggi molti proprietari sono al limite", prosegue lo specialista. La situazione potrebbe aggravarsi se verrà abolito il valore locativo, come proposto in una commissione parlamentare. In tal caso molti cercheranno di ammortizzare i loro mutui: si tratterà soprattutto di persone in là con gli anni e benestanti. Le banche potrebbero rimanere così con i debitori più rischiosi.

Iazi ha anche analizzato l'evoluzione del mercato degli affitti e prevede che le pigioni rimarranno sotto pressione pure nel 2018, abbassando in tal modo i rendimenti realizzati dagli investitori istituzionali, come le casse pensioni.

 

In Svizzera non vi sono ancora città-fantasma, puntualizza Scognamiglio. Ma nelle periferie alcuni comuni hanno un elevato rischio di avere alloggi sfitti. Per i locatori diventa quindi sempre più difficile aumentare i canoni, anche quando vi è un cambio di inquilino. Negli ultimi cinque anni Iazi ha calcolato un ribasso di prezzo dello 0,1% analizzando 668'574 contratti.

Le azioni e i fondi legati all'immobiliare sono già scesi negli ultimi mesi, anticipando il previsto calo dei rendimenti. Stando al presidente della direzione di Iazi - impresa zurighese che consiglia casse pensioni e simili - gli investitori istituzionali hanno investito circa 150 miliardi di franchi in case plurifamigliari: un calo degli introiti di questi immobili sarà in ultima analisi percepito pure dagli assicu

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